La scala


scala verso il cielo

"Perché fai così?”
Margherita guardò il fratello con aria interrogativa.
"Così come?", disse, "non credi sia normale che mi preoccupi almeno un po'?"
"Come vuoi", disse lui, "anche se credo tu stia esagerando. Funzionerà e non ci scopriranno."
I due uscirono in silenzio dalla stanza. Quel pomeriggio avrebbero cercato di raggiungere la scala.


La scala di Minetri era nota in tutta la regione. Si alzava da una zona selvaggia del parco cittadino e sfidava le leggi della fisica salendo fino a perdersi nel blu del cielo o fino a bucare le nuvole nelle giornate piovose.

Nessuno sapeva dove conducesse. Effettivamente, a memoria d'uomo nessuno era mai riuscito a calpestare o anche solo a scorgere il primo gradino della scala: i rami del boschetto cittadino si intrecciavano così intensamente con i rovi a terra da rendere impossibile anche avvicinarsi alla base della scala.

Durante le stagioni passate molti uomini avevano cercato di raggiungere l’inizio della salita ma senza successo. Ogni rovo estirpato dava vita a due rovi ancora più grandi del primo e ogni ramo tagliato metteva radici non appena toccava terra diventando un albero adulto in pochi attimi.

Così l’unico risultato prodotto dai tanti tentativi era stato quello di allontanare ancora di più la base della scala dal perimetro del boschetto circolare che occupava ormai un'immensa area al centro della città.

Preoccupato dalla progressiva perdita di suolo cittadino per l'avanzare del boschetto, un sindaco di qualche secolo prima aveva vietato ogni tentativo di raggiungere la scala. Da allora quasi nessuno ci aveva più provato e i pochi intraprendenti erano stati scoperti e puniti duramente.

In realtà non c'erano grandi ragioni per cercare di raggiungere la scala. Nessuno sapeva dove portasse e in molti dubitavano perfino che giungesse in qualche luogo. La maggior parte degli studiosi di Minetri era convinta che la scala si interrompesse bruscamente in cielo e altri ritenevano perfino impossibile che potesse reggere il peso di un solo uomo senza crollare irrimediabilmente.



Margherita scivolò lungo il muro perimetrale del parco cittadino e raggiunse il cancello principale superandolo attenta a non incrociare lo sguardo delle due sentinelle. Si fermò a un preciso punto della parete circolare e attese finché non arrivò una corda dall'altra parte del muro. Suo fratello era penetrato nel parco attraverso una crepa apertasi qualche giorno prima per via di alcune infiltrazioni d'acqua. Era stato arduo attraversarla ma era l'unico modo di entrare senza passare dai varchi sorvegliati.

In pochi minuti i due giunsero al boschetto interno che si ergeva imponente e compatto tanto che lo spessore del muro verde poteva solo essere immaginato. I due fratelli non avevano portato nessun tipo di attrezzatura per cercare di far breccia sul muro di rovi e rami che si trovavano davanti e si limitarono a sedersi in due punti opposti della macchia circolare.

Margherita si posizionò a gambe incrociate guardando il boschetto nella direzione di suo fratello che fece lo stesso guardando verso di lei. Entrambi presero a riflettere intensamente, pensando non all'idea di raggiungere la scala ma a quella di ritrovarsi a vicenda.

L'uno immaginava di riabbracciare l'altra in mezzo al bosco e l'altra faceva lo stesso immaginando la linea ideale che li separava che altro non era se non il diametro di quel peculiare groviglio verde.

Ad un tratto Margherita sentì un piccolo rumore, come di un rametto calpestato da un uomo. Ne seguì un altro simile e poi un altro ancora finché il boschetto iniziò a vibrare nella direzione del fratello crepitando come fa un fuoco di rovere.

Un paio di foglie caddero mentre le trecce di rovi che la ragazza aveva davanti si spostavano a destra e a sinistra creando un abside di foglie e spine. Margherita si alzò da terra ed entrò in quella nicchia della parete verde che lentamente avanzava in direzione del centro.

Dopo tre o quattro passi all'interno del boschetto Margherita si rese conto che la parete di rovi e rami si era richiusa dietro di lei. Non c'era più modo di tornare indietro.

Si fece coraggio e continuò ad avanzare nelle viscere di quella parete viva mentre l'ultimo raggio di luce scompariva dietro di lei. Proseguì avvolta nelle tenebre per alcuni lunghissimi minuti finché, con il cuore in gola, non intravide una luce fioca davanti a se.

"Margherita. Margherita. Mi senti?"

Sentì la voce del fratello che la chiamava sempre più chiaramente.

"Eccomi. Ti sento."

E iniziò a correre e i rami le si aprivano davanti per poi richiudersi alle sue spalle finché non si trovò all'aperto, il cielo sopra di lei e suo fratello che le correva incontro.

Dopo un abbraccio di liberazione i due iniziarono a guardarsi intorno e si resero conto di trovarsi in un'area circolare, completamente delimitata dal boschetto. Al centro di quella piazza naturale la scala iniziava la sua salita apparentemente illimitata. Era circondata da un elegante recinto in ferro battuto aperto proprio in direzione del primo gradino.

La scala era di semplice pietra bianca e poggiava a terra delicatamente dando l'aria di non pesare nulla.

"Andiamo?", chiese Margherita.

"Andiamo."



Il giorno dopo in molti a Minetri giurarono di aver visto due piccole sagome salire la scala fino a perdersi nel cielo.

Si fecero delle indagini e si appurò che il boschetto era più impenetrabile che mai. Quasi tutti furono daccordo nel dire che si era trattato di uno scherzo del sole al tramonto.

Qualcuno, però, continua a raccontare ai propri figli di quella volta che, al tramonto, due sagome scomparvero nel cielo tenendosi per mano.

Salvatore Teresi


[image via WallpaperDisk]

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L'uomo parla al mare




L’uomo parla al mare. Il vecchio uomo parla al mare e racconta storie dimenticate, racconta i ricordi di una vita, racconta gli errori di cui si è pentito e quelli che rifarebbe senza cambiare nulla.

Qualche lustro fa raccontava sogni, ora di quelli non ce n'è più. Il futuro è sempre stato incerto, anche negli anni d'oro, ma oggi il vecchio uomo vive di solo passato e lo mira e lo rimira riflesso negli scintillii delle onde che battono il bagnasciuga.

Il vecchio uomo parla al mare da sempre e le sue illusioni di ricevere risposte si sono perse lentamente come un castello di sabbia al giungere della marea.

Qualche volta gli è parso di sentire la voce del mare risolvere i suoi dubbi fusa insieme al vento ma ha poi trovato che era solo l'eco di se stesso. Il mare respira onda dopo onda e rimane lì, ascoltatore perfetto e infinito capace di conservare nei sui abissi i segreti dell'animo più alto.

L'uomo parla al mare e aspetta la dama ultima che lo riporterà a casa. Si chiede quando uscirà dalle acque, il portamento elegante e l'abito bianco perso nella spuma e protenderà le braccia, sorridente, verso di lui per la stretta senza tempo.

L'animo abbraccia l'abisso e si apre alle onde che lavorano invisibili a levigare, carezza dopo carezza e schiaffo dopo schiaffo. L’uomo parla al mare e l'uomo parla all'uomo.

Salvatore Teresi

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Jazz



La playlist continuava a scorrere facendomi venire i brividi sulla schiena e la pelle d’oca alle braccia. L’avevo composta con cura: ogni singolo brano mi trasmetteva delle emozioni forti, di quelle che ti fanno prima alzare lo sguardo, poi chiudere gli occhi e infine sognare.

Quella notte non avevo alcuna voglia di dormire e tentavo di rendere fruttuose le ore di veglia scrivendo un racconto. Usavo spesso la musica come musa per l’incipit dei miei racconti.

Dal vibrare potente del contrabasso al soffio delicato del flauto traverso, dalla danza dei martelletti sulle corde del pianoforte alla voce nasale del clarinetto. Ogni suono amplificava parti sconosciute di me. Apriva cassetti nascosti.

Jazz”, così si chiamava la playlist che avevo scelto quella volta dopo un breve indugiare del puntatore sulla raccolta dei cantautori italiani.

C’era un lento assolo di una tromba con sordina quando vidi delinearsi piano piano una figura che, al lento ritmo che le spazzole battevano sul piatto, si allontanava da me. Era un anziano uomo che, un po’ ricurvo su se stesso, si avviava verso chissà dove trascinando un piede dopo l’altro.


Mi sfilai le cuffie dalle orecchie. Toccava a me dirigere l’orchestra.


Il vecchio uomo vestiva una camicia di seta bianca, leggermente sbottonata vicino al collo, infilata in un paio di pantaloni di lino beige con una cintura di pelle marrone. Ai piedi un paio di sandali di ottima fattura del tipo di pelle della cintura.

L’anziano camminava su un marciapiede costeggiando un alto edificio di mattoni rossi. Nessuna auto in strada. Iniziai a correre nella nebbia che precede l’alba e lo raggiunsi in un attimo. Naturalmente, non poteva vedermi.

Lo guardai in viso. Trovai un’espressione triste e rassegnata. Decine di rughe gli solcavano il volto come cicatrici di una vita che non ci era andata leggera. Iniziai a camminare accanto a lui.

Passo dopo passo, una figura imponente si staccava dalla nebbia. Era uno dei due piloni del Bay Bridge, il famoso ponte di San Francisco. Il vecchio iniziò a percorrerlo fermandosi di tanto in tanto per chiudere gli occhi e sentire il vento spingere deciso sul suo volto.

Esausto ma determinato a raggiungere la propria meta, l’anziano uomo si trascinava appoggiandosi alla balaustra ferrosa. Ad un tratto il vecchio si fermò e, con estrema diifficoltà, si piego sulle ginocchia.

Su uno degli infiniti piloncini metallici della balaustra erano incise due lettere consumate dalla ruggine degli anni. Un cuore stilizzato segnato con tratto incerto le incorniciava insieme ad una data ormai illeggibile.

L’uomo poggiò la sua mano nodosa sulla vecchia incisione, come a voler ricercare nel freddo metallo un’emozione scomparsa nel tempo. Una lacrima si perse nell’umidità mattutina che ricopriva il ponte.


Qualche ora più tardi, due sandali di pelle giacevano vicino la balaustra pedonale quasi a metà del Bay Bridge di San Francisco. Erano davvero di ottima fattura.

Salvatore Teresi




[L’immagine del post è in vendita su Art.com]

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Welcome To The Sea diventa social


facebook, welcome to the sea, ippoblog

In attesa dell’apertura del nuovo dominio IppoBlog.it, Welcome To The Sea diventa un po’ più social con l’adozione dei Like Button di Facebook per ogni nuovo post. Il pulsantino Mi piace è un’occasione unica di trasformare i numerosi visitatori occasionali di Welcome To The Sea in promotori dei contenuti del sito sul noto social network.

Quando un lettore clicca sul pulsante Mi piace, infatti, condivide sulla sua bacheca il link al post che ha gradito, diventando facilmente vettore di nuove visite per Welcome To The Sea.

In aggiunta a quanto detto, il nuovo pulsantino consentirà ai lettori di esprimere un’opinione immediata su quanto hanno appena letto regalandomi un feedback diretto che non avrei mai ricevuto con i soli commenti.

Oltre all’arrivo del pulsante Mi piace è stata riscritta la sezione L’autore con i collegamenti ai maggiori social network, presenti anche nella sidebar di Ippoblog insieme al link alla pagina ufficiale di Welcome To The Sea su Facebook.

Salvatore Teresi

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Perfezione casuale


neve roma, neve trigoria, neve roma 2010,


A passo di gatto ti muovi cauta,
riscaldi i cuori di chi si meraviglia,
raffreddi quelli di chi è già freddo,
sei perfezione casuale,
musa dell’arte,
corda d’arpa del vento,
ballerina del cielo,
pioggia di platino.
Neve.

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Nuvole




Esausta, Clara si era fermata un instante al margine del sentiero ed aveva sfilato dallo zaino strapieno una borraccia tutta ammaccata rivestita di feltro rosso.
"Due sorsi e si riparte", disse tra se e se.
Invece, poco distante da lei, intravide una grande roccia completamente ricoperta di morbido muschio verde.
"E se mi fermassi a riposare per un po'? Che mai saranno dieci minuti di ritardo sulla tabella di marcia?", si confortò.
E si sedette.

"Come si sta bene! Questa roccia è una poltrona naturale.", pensò.
E iniziò a guardarsi intorno, rilassata, finché il suo sguardo non si posò sul sentiero che stava percorrendo. Seguì la scia delle impronte che aveva inciso sulla terra asciutta e sabbiosa. La seguì finché divenne una linea così sottile che dovette strizzare gli occhi per distinguerla dal resto della pista.

Quando la traccia si confuse col paesaggio gli occhi si arresero e cedettero il passo alle immagini dei ricordi e allora, come la pioggia che inizia a cadere d'improvviso, Clara si ricordò dell'ultimo bivio che aveva incrociato. E poi di quello prima. E poi della biforcazione della settimana passata e così via dicendo.

Come macigni in una frana, le sue scelte passate le ricadevano addosso: "E se fossi andata a destra? E se avessi continuato verso quel boschetto di olmi? E se non avessi rifiutato il passaggio di quel fattore?"

Le lacrime cominciarono a solcare lentamente il volto della giovane viandante alimentate dalla cascata di rimpianti e di rimorsi che si era formata inaspettatamente. La tranquillità di un minuto prima era solo un ricordo e la solitudine si faceva sentire come non mai.

Ad un tratto, piegata ad un istinto intrinseco della natura umana, Clara alzò gli occhi al cielo e vide dei grossi e maestosi cumulonembi dipinti di un bianco purissimo. Come incantata, la ragazza restò a fissare le nuvole assistendo all'arte spettacolare del vento che piano piano andava modellando con maestria quella materia così delicata.

"Il vento è uno scultore paziente capace di opere tanto meravigliose quanto effimere. Non gli importa se la maggiorparte degli uomini, troppo occupata a vivere, ignora da sempre le sue sculture bianche. Non se la prende se pensa alla sorte delle sue creazioni passate, cadute come pioggia dalla vetrina del cielo. Il vento non ha rimpianti. Gli basta inspirare i poeti che restano ore e ore ad osservare l'evoluzione dei cirri. Gli basta incantare i bambini che riconoscono nelle nuvole bianche le forme più strane. Si accontenta di consolare chi è triste e cerca conforto in alto."

Tornando a guardare il sentiero da cui veniva, la viandante scoppiò in una grossa risata e volse lo sguardo in avanti con il vento che le soffiava alle spalle e le sussurrava parole di speranza.

Salvatore Teresi
Ippocampo

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Inseguendo l'orizzonte


Man horizon, uomo, orizzonte, mare

Ero lì, a guardare il cielo, quando un grosso albatro attirò la mia attenzione e fece come per avvicinarsi a me. Con uno scatto repentino mi nascosi in una piccola cavità della roccia sulla quale mi riposavo. Ora ero al sicuro, ma godevo ancora di una visuale privilegiata su buona parte della spiaggia.

Intanto l’albatro era sceso a terra con un movimento apparentemente scoordinato e si era appollaiato in cima ad uno scoglio appuntito, a una decina di metri da dove mi trovavo. Forse non mi aveva nemmeno notato e io mi ero spaventato per nulla.

Improvvisamente vidi scattare il collo del grosso volatile in direzione di un punto preciso della spiaggia che era fuori dalla mia visuale. L’albatro sembrava spaventato anche se ancora dubbioso sul da farsi. Finalmente ruppe gli indugi e decise di alzarsi in volo con una manovra che mi parve indecisa alla pari di quella dell’atterraggio. Lo vidi allontanarsi verso il mare con grossi colpi d’ali e con le zampe che erano quasi scomparse tra le piume del corpo.

Sentii dei suoni provenire dalla direzione verso la quale l’albatro si era voltato spaventato e, pochi istanti dopo, vidi arrivare due figure che si muovevano nel bagnasciuga. Erano due uomini. Uno dei due aveva i capelli bianchi e un ciuffo di peli sul mento. L’altro, invece, doveva essere un cucciolo umano vista la grande differenza di altezza con il primo uomo.

I due si avvicinarono allo scoglio sul quale mi riparavo e, steso un piccolo telo, si sedettero sulla spiaggia. Il bambino giaceva con le gambe incrociate e giocherellava distrattamente facendo rotolare un ciottolo grigio tra le mani. Il vecchio uomo, invece, se ne stava ritto con le gambe ossute allungate davanti a sé e con lo sguardo fisso su un punto imprecisato tra le onde.

Così, nel silenzio, passarono due o tre minuti e intuì che il bambino doveva essersi stancato di mirare e rimirare il sasso levigato che teneva in mano perché lo lanciò violentemente in acqua provocando un tonfo sordo e anche qualche schizzo. A quel gesto l’uomo più anziano ebbe un sussulto, come se in quel momento si fosse destato da un sonno leggero.

“Ti ho spaventato nonno?”, chiese il bambino che si era accorto della strana reazione.
“Solo un po’.”, rispose l’anziano parente. “Ero soprappensiero”.
Sicuramente il bambino non si ritenne soddisfatto da quella risposta perché incalzò subito: “E a cosa pensavi?”.
“Non stavo pensando. Inseguivo l’orizzonte!”
“Inseguivi l’orizzonte?”, ripeté interrogativo il nipote.
“Vedi quella linea tra mare e cielo? Avevo giusto la tua età quando decisi che l’avrei raggiunta e che ci avrei camminato sopra come fa un funambolo con la sua corda.”
“E ci sei riuscito?”, chiese ingenuamente il bambino provocando un sorriso nel volto del vecchio uomo.
“No! È tutta la vita che la inseguo ma quando credo di avere fatto tanta strada, quando credo di essermi avvicinato abbastanza, mi basta alzare lo sguardo per vederla sempre là, dove l’avevo lasciata l’ultima volta. Sai tenere un segreto?”
“Certo!”
“Dopo tutti questi anni ho capito: l’importante non è toccare quella linea. L’importante è continuare ad inseguirla senza arrendersi. Anche se ti sembra impossibile, anche se qualcuno ti deride, anche se ti senti solo. Vedi, Giacomo, per quanto tu possa camminare nella sua direzione, l’orizzonte sarà sempre lì, a ricordarti che non si arriva mai. Un giorno capirai quanto ti ho rivelato e allora, quando ti siederai sulla spiaggia a guardare l’orizzonte come stavo facendo prima, capirai che hai fatto tanta strada e che ti sei avvicinato parecchio. Se avrai camminato ogni giorno nella giusta direzione potrai chiudere gli occhi e stendere la tua mano sull’orizzonte con la facilità con cui prendo questo granchio.”

A quelle parole vidi la mano rugosa dell’uomo avanzare verso di me e subito dopo mi sentii sollevare da terra. Non vedevo più nulla e per istinto iniziai ad agitare le zampe spaventato. Finalmente mi ritrovai sulla calda sabbia e ritornai a vedere. Prima di scappare in direzione del mare diedi un ultimo sguardo ai due uomini che avevano parlato in modo tanto strano e li vidi ridere di gusto mentre raccoglievano il telo e si allontanavano insieme.

Salvatore Teresi
Ippocampo

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La foglia e la quercia


Foglie lobulate, quercia, ghiande,

Lo zaino pesava sulle mie spalle mentre percorrevo quel sentiero in salita. Non ero neanche a metà strada, eppure mi sentivo esausto. Dall’alto della sua posizione, il sole non mancava di farmi arrivare i suoi raggi che nei giorni scorsi avevano dipinto il mio naso e le mie guance di un rosso scarlatto.

Alzai gli occhi per cercare la fine di quella salita interminabile e, mentre l’ennesimo rivolo di sudore mi attraversava la fronte, notai un grande albero poco distante dal sentiero. Come chi non beve da giorni e scorge una fontanella in lontananza, raccolsi tutte le mie forze e aumentai il passo per raggiungere il più velocemente possibile l’ombra di quell’albero.

Una volta arrivato, lasciai cadere pesantemente lo zaino a terra e subito lo seguii coricandomi sull’erba e usando lo zaino come cuscino. Mentre prendevo fiato aprii gli occhi e mi resi conto che mi ero steso sotto una grande quercia; ad occhio e croce doveva avere più di cento anni.

Il vento mosse le fronde e, carezzandomi il viso, mi provocò dei piacevoli brividi che attraversarono velocemente la mia schiena. Fu a quel punto che la quercia iniziò a parlarmi.

Ciao viandante”, mi salutò. E subito prese a raccontarmi una storia mentre io ascoltavo in silenzio.


“Vedi quante foglie coprono i miei vecchi e nodosi rami? Se mi guardi da lontano non lo noti, ma ognuna di esse è diversa dalle altre ed ha una sua storia personale. Io conosco tutte le mie foglie, ricordo i loro nomi e le curo al meglio delle mie possibilità. Non manco di nutrirle ogni giorno e di farle crescere in modo che ad ognuna di esse non manchi mai il bacio del sole.

Qualche tempo fa accolsi una fogliolina e la amai fin dal primo istante. La chiamai Fiammetta perché vidi in lei una luce particolare. Fiammetta crebbe velocemente e divenne una delle foglie più belle tra quelle nate nei miei rami. I suoi lobi erano simmetrici, le sue venature erano ordinatissime ed il suo verde era paragonabile a quello di uno smeraldo puro.

Misi tutte le mie forze nel proteggere Fiammetta dal vento e da tutti i parassiti. Lei lavorava ogni giorno più di tutte le sue sorelle e produceva di più trasformando il bacio del sole in gemme preziose che mi donava immediatamente.

In una mattina di pioggia balenò nella testa di Fiammetta un pensiero mai provato prima: “Se io valgo e lavoro più di tutte le mie sorelle,” si chiese, “perché ricevo lo stesso nutrimento? Dovrei averne di più per crescere ancora e diventare più bella.”

Nell’udire questo pensiero mi rattristai parecchio e ammonii Fiammetta imponendole di non pensare più in quel modo perché nulla sarebbe cambiato. Le spiegai che io amavo lei e le sue sorelle nello stesso modo, anche se lei si impegnava di più.

Lei non apprezzò la mia risposta e si staccò dai miei rami, convinta di poter diventare una quercia più grande e più bella di me. Si staccò e si lanciò nel vuoto con l’intento di posarsi al suolo e di piantare radici sue.”



“E poi?”, osai chiedere visto che era sceso il silenzio. Il silenzio non si interruppe e capii che il racconto era finito e che dovevo ripartire. Mi alzai in piedi, misi lo zaino sulle spalle e feci un passo per ritornare al mio sentiero.

CRAC!

Sentii un forte rumore sotto il mio scarponcino da trekking e lo alzai subito per vedere cosa avevo calpestato. In mezzo all’erba verde c’era una foglia secca, contorta su se stessa. La raccolsi e la depositai alla base del tronco dell’albero.

Ritornai al mio sentiero e, continuando la salita, mi parve di sentire nel vento il pianto della quercia per la sorte di Fiammetta.

Salvatore Teresi
Ippocampo

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Ciao Eluana




So che prima delle 20:10 di ieri Eluana Englaro non era più la ragazza della foto sopra; non era più sorridente e non era più in carne. So anche che Eluana era viva, che respirava da sola e che apriva gli occhi quando era sveglia, proprio come faccio io.

Nel salutare Eluana, rimane vivo in me il desiderio che la sua morte possa suscitare molte riflessioni che portino a decisioni concrete.

E adesso il silenzio...

Ciao Eluana.

Salvatore Teresi
Ippocampo

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Il cielo

RUI, finestra , blu, cielo, freddo

Ascoltando musica celtica tengo lo sguardo fisso sul mondo che vedo dalla mia finestra. Ho una visuale così ristretta che non scorgo neanche tutta la strada. Solo una curva piena di automobili, qualche albero e, di tanto in tanto, il volo indeciso di un corvo nero.
Intorno a me tante case, sbarre di cemento armato della mia gabbia. Eh già, sono proprio in una gabbia. Non riesco a vedere nient’altro che il cielo.

Il cielo! Ecco, quello lo vedo. Non ci sono barriere tra me e il cielo. Vedo ogni cosa per chilometri e chilometri.

Il cielo è lo sfogo della mia fantasia: uno sguardo e mi trovo fuori dalla mia gabbia, e posso andare ovunque.

In quel dirupo laggiù, oppure in quella cascata lì in fondo. Posso venirti a trovare e tornare indietro più velocemente di qualsiasi aereo supersonico.

Finché ci sarà il cielo, nessuno potrà tagliare le ali della mia fantasia.


Salvatore Teresi
Ippocampo

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Un semplice ponte



È come un vento impetuoso che sento crescere in me, come una luce che brilla da dentro e si agita perché vuole illuminare il mondo, come un torrente che spinge sulla roccia perché non ha sfogo.

E mi sento pieno, troppo pieno. In petto il cuore batte più veloce. Il respiro si muove a un ritmo nuovo, più intenso. Mi avvicino.

E inizio a parlare come non so fare, a fare quello che non vorrei fare, a volere ciò che non sempre desidero.

Non sono io: divento un mezzo, un semplice ponte, utile sì, ma solo a far passare il cavallo cavalcato dal principe.

Ippocampo

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Grazie Ragazzi



Con questo post vorrei ringraziare tutti i ragazzi del mio Clan e tutti i componenti della Comunità Capi del mio gruppo Scout.

La cerimonia della Partenza che mi avete organizzato è stata il più bel regalo che potevate farmi. Grazie a tutti i capi per essere stati con me in questo momento così importante. Grazie a Ignazio e Peppuccia per la commovente lettera di saluto.

Grazie a tutti quelli che mi hanno dato coraggio con il loro sguardo quando stavo per piangere. Grazie a quelli che si sono aperti a me e mi hanno consentito di arricchirmi con il confronto. Grazie a chi mi ha amato e grazie anche a quelli che non sentiranno la mia mancanza. Grazie a chi mi ha stretto forte piangendo. Grazie a chi mi ha detto “non ci dimenticare”.

GRAZIE TERMINI 1!

Salvatore
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Welcome To The Sea: cambio di rotta

Semplicità è la parola d’ordine del nuovo Welcome To The Sea.

La leggibilità è al massimo, le trasparenze sono scomparse e i contenuti sono al centro della scena.

Spero che il cambio di rotta ti sia piaciuto.

A presto,

Ippocampo
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WTTS è per un Tibet Libero



Mi unisco al Dalai Lama e a una gran parte dell’umanità nella speranza di Tibet libero dall’occupazione cinese il prima possibile.

Ippocampo
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Tramonto sui pini

Guardando i pini marittimi dalla mia finestra romana mi sono messo a riflettere. Quei rami, sempre tesi, cosa cercheranno?

Salvatore TeresiLeggi...
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Solitudine

Sento freddo!
Freddo che brucia da dentro.
Fa abbassare lo sguardo.
Scheggia gelida che trafigge l'anima.
Ghiaccio nel cuore. Cuore nel ghiaccio.
I miei passi sul nevischio impressi.
Poco muschio assiderato.
Il vento ruota, si ferma, scruta.
Silenzio trapassato da nera lancia,
urlando cade.
Non un fuoco che mi scaldi,
solo Speranza.

Salvatore Teresi
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Doccia

Mai pensato al piacere che provi quando entri nella doccia al mattino (o alla sera)?
Io ci ho provato!

Salvatore Teresi
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Pensieri

Oggi ho "partorito" qualcosa che rasenta l'ermetismo! Winking
Gli ermetici riuscivano però a comunicare sensazioni e messaggi profondissimi in un solo periodo,
io non so ancora se riesco a comunicarti ciò che voglio comunicare...
giudica tu!

Salvatore Teresi
IppocampoLeggi...
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WTTS IV

Dal 7 Luglio 2007 ecco il più grande aggiornamento della veste grafica di Welcome To The Sea!
WTTS IV è arrivato!

Dopo il salto le novità!

Salvatore TeresiLeggi...
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Incompatibilità

Eccomi di nuovo,
in questo periodo non ho scritto nulla! Oggi vi regalo "Incompatibilità", un pensiero che per quanto semplice e scontato possa sembrare, è il risultato di una serie di circostanze che dal mio punto di vista gli donano un peso speciale!
Spero che provochi una riflessione anche in te, lettore che oggi per caso o per tua scelta sei arrivato in questo mare.

Salvatore TeresiLeggi...
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WTTS: è ora di archiviare

Per migliorare la leggibilità del blog e rendere il caricamento di IppoBlog più rapido ho attivato l'archiviazione dei post.
Nella pagina principale verranno visualizzati solo gli ultimi 15 post;
i più vecchi saranno raggruppati per anno di pubblicazione e saranno raggiungibili tramite gli appositi link posti alla fine della colonna di destra.
Ricordo che post più vecchi saranno raggiungibili anche nelle categorie di appartenenza.

Alla prossima
Ippocampo
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Amicizia

Ritorno a scrivere in questo periodo d'esami.
Ne sentivo proprio il bisogno. Scrivere...buttare giù un pensiero. Dargli una forma. Così: d'impulso! Serve a svuotare la mente dai tanti pensieri che la offuscano e a cambiare il colore di un pomeriggio grigio.
In questo modo ho scritto "Amicizia"!Leggi...
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WTTS: Sorprese in arrivo...

Entro fine febbraio arriveranno anche piccole sorprese che miglioreranno WTTS e ne modificheranno la struttura!
Aspetta e vedrai!

Ippocampo
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Pèndoli

Scriviamo storie....storie d'amore....storie avventurose....storie dal lieto fine o dal tragico esito...
Oggi ho scritto...
Storie di pèndoli...Leggi...
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La Libertà ci fa uomini

La libertà...la cosa più importante che possediamo.
Ecco perché nessuno può togliercela...Leggi...
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L'ombra dai contorni d'oro

Nel mio cuore si è annidata un'ombra, un'ombra dai contorni d'oro.Leggi...
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Un nuovo capitolo

Da oggi sono ufficialmente uno studente di Medicina e Chirurgia al Campus Bio-Medico di Roma!
Questo comporta una serie di importanti cambiamenti nella mia vita, primo fra tutti il mio trasferimento a Roma!
Leggi le mie riflessioni in merito...Leggi...
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Piccole modifiche a WTTS

Dopo un periodo di aggiornamento dovuto all'inesorabile avvicinamento dei test d'ingresso all'Università, ricomincio a scrivere su WTTS!
In questi giorni il sito ha subito piccole modifiche...dopo il salto i particolari!Leggi...
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Live from Jamboree

E' stata aggiunta a Route la pagina "Live from Jamboree" che conterrà il diario della mia esperienza al jamboree del centenario!

Per visitarla basta cliccare qui.

Commentate commentate commentate!

Ippocampo
Salvatore Teresi
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Lacrima che fugge sul viso

Ormai mi capita di frequente: il mio cuore stacca il cervello e si occupa lui di pensare per qualche istante...Leggi...
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Nuova alba

Una nuova alba si affaccia nella mia vita!Leggi...
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WTTS III

Tranquillo, non hai sbagliato a scrivere...questo è proprio WTTS!

Oggi è il 7 7 7! Un giorno particolare, ricordalo anche per la pubblicazione di WTTS IIILeggi...
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Battito d'ali

Un battito d'ali dura un solo attimo...ma un attimo può essere lunghissimo e bellissimo!Leggi...
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Di nuovo online!

Dopo la sostituzione dell'hd del mio MacBook, WTTS torna on line!
Dopo una settimana di stop mi appresto a riprendere il mio hobby di webmaster...a presto!

Ippocampo
Salvatore Teresi
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Pensieri squinzagliati

La mia "notte prima degli esami"Leggi...
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Come un albatro sopra le onde

Leggi, chiudi gli occhi e vola...Leggi...
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WTTS 2.0....FINALMENTE CI SIAMO!

Ho finalmente pubblicato la versione definitiva di questo sito...
leggi tutto l'articolo per sapere cosa cambierà da questo momento in poi!Leggi...
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Spianando la montagna...

Piano piano sto cancellando la montagna di studio che si era formata per le ultime due settimane di scuola!

Questo vuol dire una cosa sola: AGGIORNAMENTI PIU' FREQUENTI PER WTTS!
Leggi...
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Attimo rubato al tempo

Ogni artista sconfigge il tempo...io non mi ritengo un artista ma ci provo lo stesso!Leggi...
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WTTS e RapidWeaver 3.6

Ho deciso di effettuare l'upgrade di RapidWeaver, il software con il quale viene gestito WTTS!
A breve grandi cambiamenti, soprattutto nell'aspetto grafico.
Leggi...
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Il periodo Gamma? Agli sgoccioli!

Presto l'aggiornamento alla versione definitiva!Leggi...
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Arriva Route...il blog scout! (e la Gamma 3.2)

Fa il suo ingresso in WTTS 2.0 il terzo blog...Route!
Il nuovo blog ha come tema lo scautismo, visitatelo e non ve ne pentirete!
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Festa dell'Europa 2007

Il 9 Maggio 2007
è la Festa dell'Europa
ed io l'ho trascorsa con gli Scout e le altre associazioni della mia città!
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Una lancia di luce

Un mio nuovo pensiero...leggilo e dimmi cosa ne pensi!Leggi...
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Gamma 3.3

Gamma 3.3, e non ci sarà una Gamma 4!
Gli ultimi passi prima del vero WTTS 2.0!

I primi vantaggi della nuova versione di
RapidWeaverLeggi...
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Ancora una volta le nuvole coprono il sole

Ogni tanto la mente deve scendere perché la risalita sia più appagante!Leggi...
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Un nuovo album & Presentazione della sezione Foto

Pubblicato un nuovo album di foto della Route Estiva a Monte Sole 2006!
Ne approfitto per presentare la sezione Foto!
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Google e WTTS => AGGIORNATO

WTTS ha da oggi un motore di ricerca interno e un contatore invisibile in ogni pagina, entrambi gestiti da Google Inc.!Leggi...
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Gamma 2.9

Continua lo sviluppo di WTTS 2.0!
Piccoli miglioramenti grafici e aggiunto l'iPod Store!
Modificate le Note Legali!
Aggiunto un nuovo album!
Implementato Feed RSS anche per AppleWorld!
Risoluzione bug e perfezionamenti vari!
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Saddam non doveva morire!

Cosa penso della morte di Saddam HusseinLeggi...
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A volte mi chiedo se il mondo cambierà!

Pensieri di una mente in cammino!Leggi...
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Lasciati emozionare dal mondo!

La vita non è ferma, la vita non è fissa in un punto senza evoluzione, se così fosse infatti tutti i poeti, tutti i pittori, tutti i musicisti non avrebbero mai potuto essere ispirati dal mondo e non avrebbero mai potuto creare le loro straordinarie opere che riempiono la nostra vita di emozioni!

Non esiste destino che non possa essere cambiato, non esiste nulla di certo che contenga la parola domani, non esiste nulla di impossibile!
Impara a guardare al futuro con ottimismo, guarda all'alba del giorno che verrà, con fiducia; solo così potrai vivere bene con te stessa ed aspettare il domani con trepidazione, perchè tra tutto il male del mondo, tra tutta la tristezza, tra tutte le incertezze e le ingiustizie imparerai a riconoscere le cose che rendono speciale la vita!

Ed ecco la luce della candela che hai in mano, così incerta, così tremolante da sembrare sul punto di spegnersi,

ecco quella luce diventare forte ed abbagliante, cosi luminosa da poter illuminare il mondo intero.

quella luce, che ora porti in mano anche tu,

è la luce della speranza!


Ippocampo
Salvatore Teresi

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Sei unico!

Guardati intorno...e dimmi se la pensi come me!Leggi...
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AAA, Cercasi veri cristiani caduti in mare e dispersi!

Messaggio a tutti i cattolici adolescenti! (COMMENTATE e RISPONDETE, tutte le critiche sono ben accette)Leggi...
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